CHIRURGIA ONCOLOGICA

Isterectomia con stadiazione per carcinoma dell’endometrio

La laparoscopia rappresenta una modalità chirurgica sicura ed efficace per il trattamento del tumore dell’endometrio nelle pazienti accuratamente selezionate.

Il trattamento chirurgico ha un duplice obiettivo:

  • =Rimuovere completamente il tumore
  • =Definire con precisione lo stadio della malattia (stadiazione chirurgica), elemento fondamentale per impostare eventuali terapie successive.

L’approccio mininvasivo consente di ottenere gli stessi risultati oncologici della chirurgia tradizionale, con un recupero più rapido e una minore morbilità post-operatoria.

In cosa consiste l’intervento

L’intervento viene eseguito in anestesia generale mediante laparoscopia, attraverso piccoli accessi addominali.

La procedura chirurgica comprende generalmente:

  • =Isterectomia totale (asportazione dell’utero e della cervice)
  • =Annessiectomia bilaterale (asportazione di tube e ovaie)
  • =Valutazione dei linfonodi pelvici e/o para-aortici, mediante biopsia del linfonodo sentinella o linfoadenectomia selettiva, in base al profilo di rischio
  • =Eventuale prelievo di campioni peritoneali o lavaggio peritoneale

L’estensione dell’intervento viene personalizzata in base alle caratteristiche istologiche del tumore, allo stadio presunto e ai fattori prognostici.

La durata dell’intervento varia in funzione della complessità. Il ricovero è generalmente di 2-4 giorni.

Vantaggi e indicazioni

La chirurgia laparoscopica per tumore dell’endometrio consente:

  • =Completa rimozione della malattia nelle fasi iniziali
  • =Stadiazione accurata e personalizzata
  • =Minore dolore post-operatorio
  • =Riduzione delle complicanze infettive e tromboemboliche
  • =Recupero funzionale più rapido
  • =Minore impatto estetico
  • =Possibilità di avviare tempestivamente eventuali terapie adiuvanti

Possibili complicanze

Come per ogni intervento oncologico, esistono rischi specifici.

Complicanze intraoperatorie

  • =Sanguinamento significativo
  • =Lesioni di organi adiacenti (vescica, ureteri, intestino, vasi)
  • =Complicanze anestesiologiche
  • =Conversione a laparotomia se necessario

Complicanze post-operatorie

  • =Infezioni della ferita o pelviche
  • =Trombosi venosa o embolia polmonare
  • =Linfocisti o linfedema in caso di trattamento linfonodale
  • =Linfocisti e linfedema
  • =Disturbi urinari transitori
  • =Formazione di aderenze
Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Nel periodo post-operatorio possono comparire:

  • dolore addominale lieve-moderato;
  • stanchezza;
  • modeste perdite vaginali;
  • alterazioni transitorie dell’alvo o della minzione.

Il recupero è graduale.

Quando è necessario contattare il medico
  • febbre persistente;
  • dolore intenso;
  • sanguinamento abbondante;
  • gonfiore importante degli arti inferiori;
  • difficoltà respiratoria.
Quando è possibile riprendere le attività
  • attività quotidiane leggere: dopo 5-7 giorni
  • attività lavorativa: dopo 2-4 settimane
  • attività fisica intensa: dopo 4–6 settimane
  • rapporti sessuali: dopo circa 6 settimane
  • guida: quando la completa autonomia lo consente.
Follow-up e terapie successive

Il piano di follow-up viene definito in base allo stadio e al profilo di rischio:

  • visita oncologica e ginecologica periodica;
  • eventuali esami di imaging;
  • valutazione istologica definitiva;
  • indicazione a radioterapia, chemioterapia o terapia ormonale se necessario.

Il percorso terapeutico è multidisciplinare e personalizzato.