CHIRURGIA PER IL PROLASSO DEL PAVIMENTO PELVICO

Promontofissazione laparoscopica

La promontofissazione laparoscopica è un intervento chirurgico mininvasivo indicato per il trattamento del prolasso degli organi pelvici, in particolare del prolasso apicale (utero o cupola vaginale), spesso associato a prolasso dei compartimenti anteriore e posteriore.

La procedura prevede la sospensione dell’organo prolassato al promontorio sacrale mediante una protesi sintetica, con ripristino dell’anatomia pelvica e della funzione.
È considerata una tecnica di riferimento per efficacia anatomica e stabilità nel tempo, soprattutto nelle donne attive e con aspettativa di lunga durata del risultato.

L’obiettivo dell’intervento è:

  • =Ripristinare il corretto supporto dell’apice vaginale o uterino
  • =Correggere il prolasso dei compartimenti associati
  • =Migliorare i sintomi funzionali (senso di peso, disturbi urinari e intestinali)
  • =Migliorare la qualità di vita e la funzione sessuale
  • =Garantire un risultato anatomico stabile nel tempo

In cosa consiste l’intervento

La procedura è eseguita in anestesia generale, mediante accesso laparoscopico con piccole incisioni addominali.

Il chirurgo:

  • =Introduce i trocar laparoscopici e crea il pneumoperitoneo
  • =Espone il promontorio sacrale e identifica le strutture vascolo-nervose
  • =Disseziona lo spazio retroperitoneale in sicurezza
  • =Prepara l’apice vaginale o l’istmo uterino
  • =Fissa una protesi sintetica (mesh) all’organo da sospendere
  • =Ancora la protesi al promontorio sacrale con sistemi di fissazione dedicati
  • =Peritonizza completamente la protesi per ridurre il rischio di aderenze

In base al quadro clinico, l’intervento può essere associato a:

  • =Isterectomia o preservazione uterina (sacroisteropessi)
  • =Correzione del cistocele e/o del rettocele
  • =Procedure per incontinenza urinaria
  • =Interventi combinati pelvici
La durata dell’intervento è generalmente di 90-180 minuti, in relazione alla complessità.

Vantaggi e indicazioni

La promontofissazione laparoscopica consente:

  • =Elevati tassi di successo anatomico e funzionale
  • =Stabilità del risultato nel lungo termine
  • =Approccio mini-invasivo con ridotto dolore post-operatorio
  • =Minore perdita ematica rispetto alla chirurgia tradizionale laparotomica
  • =Breve degenza ospedaliera
  • =Rapido recupero delle attività quotidiane
  • =Miglioramento della funzione sessuale nella maggior parte delle pazienti

Possibili complicanze

La procedura è efficace e sicura, ma non priva di rischi.

Complicanze intraoperatorie e immediate

  • =Lesioni vascolari, ureterali, vescicali o intestinali (rare)
  • =Infezione
  • =Dolore pelvico o lombare transitorio;
  • =Ileo post-operatorio

Complicanze tardive

  • =Esposizione o erosione della mesh (rara)
  • =Dolore pelvico cronico
  • =Recidiva del prolasso in altri compartimenti
  • =Stipsi o disturbi evacuativi
  • =Aderenze pelviche
Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Nei giorni successivi possono verificarsi:

  • dolore addominale lieve-moderato;
  • senso di tensione pelvica;
  • modeste perdite vaginali;
  • stanchezza transitoria.
Quando contattare il medico
  • febbre;
  • dolore intenso o progressivo;
  • sanguinamento abbondante;
  • difficoltà urinarie o intestinali persistenti;
  • secrezioni vaginali anomale.
Funzione sessuale, fertilità e qualità di vita

Nelle pazienti con utero conservato (sacroisteropessi), la fertilità può essere mantenuta, sebbene la gravidanza debba essere attentamente pianificata e monitorata.
Nella maggior parte delle pazienti si osserva un significativo miglioramento della qualità di vita e della funzione sessuale.

Quando è possibile riprendere le attività
  • attività quotidiane: gradualmente entro pochi giorni.
  • attività lavorativa: generalmente dopo 2–4 settimane.
  • rapporti sessuali: dopo circa 6–8 settimane.
  • attività sportiva intensa e sollevamento pesi: dopo 6–8 settimane.
Follow-up

Il follow-up comprende:

  • visita di controllo a 30-40 giorni;
  • valutazione clinica della statica pelvica;
  • monitoraggio dei sintomi funzionali;
  • controlli periodici nel tempo.