CHIRURGIA ONCOLOGICA

Vulvectomia parziale/radicale con biopsia del linfonodo sentinella

Il tumore della vulva è una neoplasia maligna che origina nelle strutture esterne dell’apparato genitale femminile, come le grandi e piccole labbra o il clitoride. È una forma di cancro relativamente rara nel contesto ginecologico, ma richiede un approccio terapeutico ben definito, con la chirurgia come cardine del trattamento nei casi resecabili.

La scelta della strategia chirurgica è guidata dallo stadio della malattia, dall’estensione locale del tumore e dalla valutazione dei linfonodi inguinali, che sono la principale via di diffusione metastatica per questo tipo di tumore.

Gli obiettivi principali dell’intervento sono:

  • =Asportare completamente il tumore, garantendo margini di tessuto sano sufficienti per ridurre il rischio di recidiva locale
  • =Valutare e trattare lo stato dei linfonodi inguino-femorali, attraverso dissezione o biopsia del linfonodo sentinella
  • =Mantenere la funzione e, quando possibile, la qualità di vita, adottando procedure chirurgiche conservative dove appropriate

La chirurgia può essere sia radicale che conservativa, in funzione delle caratteristiche tumorali e della sede della lesione.

Tipi di interventi chirurgici

Escissione locale ampia

Questo tipo di intervento prevede la resezione del tumore con un margine di tessuto sano circostante. Viene utilizzato soprattutto per tumori di piccole dimensioni, ben localizzati e senza infiltrazione profonda.

Vulvectomia parziale

Consiste nella rimozione della porzione di vulva interessata dal tumore, mantenendo parte delle strutture vulvari non coinvolte. Può essere indicata nei tumori con invasione limitata.

Vulvectomia radicale

È un intervento più esteso che prevede la rimozione dell’intera vulva, spesso inclusi tessuti profondi e, in alcuni casi, porzioni di vagina o perineo, a seconda dell’estensione locale della malattia.

Dissezione linfonodale inguino-femorale

La valutazione e il trattamento dei linfonodi inguinali sono componenti fondamentali della chirurgia vulvare. In casi selezionati, è possibile eseguire la biopsia del linfonodo sentinella per ridurre la morbilità associata alla dissezione linfonodale completa, pur mantenendo l’accuratezza nello staging.

Gestione dei tumori più avanzati

Nei tumori estesi o con coinvolgimento di strutture adiacenti, la chirurgia può richiedere:

  • =Resezioni più ampie di tessuto vulvare e perineale
  • =Ricostruzioni plastico-ricostruttive per la chiusura dei difetti cutanei
  • =Approcci multidisciplinari con oncologi e chirurghi specialisti
Nei casi in cui la malattia non sia immediatamente resecabile, può essere pianificata una terapia neoadiuvante (radioterapia o chemioterapia) per ridurre il volume tumorale e facilitare l’intervento successivo.

Possibili complicanze

Come per ogni intervento oncologico maggiore, la chirurgia vulvare può comportare:

Complicanze locali

  • =Infezione della ferita
  • =Deiscenza
  • =Edema o linfedema degli arti inferiori
  • =Dolore post-operatorio

Implicazioni funzionali

  • =Alterazioni della sensibilità vulvare
  • =Cambiamenti nella funzione sessuale

Complicanze legate alla dissezione linfonodale

  • =Linfedema
  • =Problemi di cicatrizzazione
Decorso post-operatorio e follow-up

Il recupero post-operatorio include la gestione del dolore, la prevenzione delle complicanze tromboemboliche e il monitoraggio clinico delle ferite. Il follow-up programmato è essenziale per:

  • verificare la guarigione locale;
  • monitorare l’eventuale comparsa di recidive;
  • guidare eventuali terapie adiuvanti (radioterapia o chemioterapia), se indicate.
Esiti attesi

La chirurgia rappresenta il trattamento principale nella maggior parte dei casi di tumore vulvare localizzato. Se eseguita con margini oncologicamente adeguati, può offrire una buona probabilità di controllo locale della malattia, con un profilo di rischio accettabile e un recupero personalizzato in base all’estensione dell’intervento.