Chirurgia Isteroscopica
Trattamento isteroscopico dell’utero a T
L’utero a T è una malformazione acquisita o congenita della cavità uterina caratterizzata da restringimento trasversale della cavità, ispessimento delle pareti laterali e riduzione dello spazio endocavitario, con tipica configurazione “a T”. È classicamente associato all’esposizione intrauterina a dietilstilbestrolo, ma può essere osservato anche in assenza di tale esposizione.
Questa condizione può essere associata a infertilità, abortività ricorrente, recettività endometriale ridotta, complicanze ostetriche (parto pretermine, malpresentazioni, ritardo di crescita fetale) e, talora, dismenorrea o ipomenorrea.
Il trattamento isteroscopico rappresenta l’approccio di scelta nelle pazienti sintomatiche o con problemi riproduttivi ed è finalizzato all’ampliamento della cavità uterina e al ripristino di una morfologia il più possibile fisiologica.
L’obiettivo dell’intervento è:
- =Aumentare il diametro trasversale della cavità uterina
- =Ridurre l’effetto costrittivo delle pareti laterali
- =Migliorare la recettività endometriale
- =Ottimizzare gli esiti riproduttivi e ostetrici
In cosa consiste l’intervento
La procedura è generalmente eseguita in regime di day-surgery, in anestesia locale, loco-regionale o generale, in base al quadro clinico e alla tollerabilità della paziente.
Il chirurgo:
- =Introduce l’isteroscopio attraverso il canale cervicale
- =Esplora la cavità uterina e conferma la morfologia a T
- =Identifica le pareti laterali ispessite o fibrotiche
- =Esegue incisioni longitudinali simmetriche sulle pareti laterali al fine di ampliare la cavità (metroplastica isteroscopica)
- =Controlla l’emostasi e la regolarità del profilo endocavitario
- =Controlla l’emostasi
L’intervento può essere eseguito mediante:
- =Forbici isteroscopiche
- =Elettrodo bipolare o monopolare a bassa potenza
- =Sistemi meccanici di resezione selezionati
La durata dell’intervento è generalmente breve (20-40 minuti).
Vantaggi e indicazioni
Il trattamento isteroscopico consente:
- =Ampliamento stabile della cavità uterina
- =Miglioramento dei tassi di impianto e di gravidanza nelle pazienti infertili
- =Riduzione del rischio di aborto spontaneo
- =Miglioramento degli esiti ostetrici (aumento della probabilità di parto a termine)
- =Procedura mininvasiva, senza incisioni addominali
- =Rapido recupero post-operatorio
Possibili complicanze
La procedura è generalmente sicura, ma non priva di rischi.
Complicanze immediate
- =Sanguinamento uterino, generalmente lieve
- =Dolore pelvico transitorio
- =Infezione uterina (rara)
- =Perforazione uterina (evento raro)
Complicanze tardive
- =Formazione di aderenze intrauterine
- =Riformazione parziale della stenosi laterale
- =Persistenza di ridotta cavità uterina
- =Necessità di reintervento in casi selezionati
Cosa aspettarsi dopo l’intervento
Nei giorni successivi possono verificarsi:
- perdite ematiche lievi o moderate per alcuni giorni;
- modesti crampi uterini;
- rapida ripresa delle attività normali.
Quando è necessario contattare il medico
- sanguinamento abbondante;
- febbre;
- dolore pelvico intenso o persistente;
- perdite maleodoranti.
Quando è possibile riprendere le attività
- attività quotidiane: già dal giorno successivo.
- attività lavorativa: generalmente dopo 1-2 giorni.
- rapporti sessuali, tamponi vaginali, bagni: da evitare per circa 4 settimane.
- attività sportiva intensa: dopo 2-3 settimane.
Follow-up
Il follow-up è comprende:
- visita di controllo a 30-40 giorni;
- valutazione ecografica transvaginale o sonoisterografia per documentare l’ampliamento della cavità;
- eventuale isteroscopia di controllo in caso di sospetta recidiva;
- pianificazione personalizzata del percorso riproduttivo.
Fertilità e gravidanza
Numerosi studi dimostrano un miglioramento significativo dei tassi di gravidanza e di nati vivi dopo la metroplastica isteroscopica dell’utero a T.
In caso di gravidanza successiva, sono raccomandati: monitoraggio ecografico della morfologia uterina e della lunghezza cervicale; sorveglianza ostetrica mirata al rischio di parto pretermine; follow-up specialistico in gravidanza.
