CHIRURGIA PER IL PROLASSO DEL PAVIMENTO PELVICO

Isterectomia vaginale

L’isterectomia vaginale è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione dell’utero attraverso la vagina, senza incisioni addominali. Rappresenta, quando tecnicamente possibile, l’approccio meno invasivo per l’asportazione dell’utero e costituisce la via di scelta in molte patologie benigne.

L’intervento può essere indicato in presenza di:

  • =Prolasso uterino e dei compartimenti pelvici
  • =Fibromatosi uterina sintomatica con utero di dimensioni contenute
  • =Sanguinamenti uterini anomali refrattari alla terapia medica
  • =Adenomiosi sintomatica
  • =Patologia endometriale benigna recidivante
  • =Dolore pelvico cronico di origine uterina selezionato

L’intervento può essere indicato in presenza di:

  • =Risolvere in modo definitivo la patologia uterina
  • =Migliorare la qualità di vita della paziente
  • =Ridurre il dolore, il sanguinamento o i disturbi funzionali
  • =Garantire un recupero rapido con minima invasività

In cosa consiste l’intervento

La procedura viene eseguita in sala operatoria, in anestesia loco-regionale (spinale) o generale, in base al quadro clinico e alle condizioni della paziente.

Il chirurgo:

  • =Posiziona la paziente in posizione ginecologica
  • =Espone la vagina e il collo dell’utero
  • =Incide la mucosa vaginale circonferenzialmente attorno alla cervice
  • =Apre progressivamente i fornici vaginali e accede al cavo pelvico
  • =Lega e seziona i legamenti uterini e i peduncoli vascolari
  • =Asporta l’utero per via vaginale
  • =Esegue la chiusura della cupola vaginale e l’eventuale correzione di difetti del pavimento pelvico associati

In casi selezionati possono essere associati:

  • =Rimozione delle tube e/o delle ovaie
  • =Interventi per il prolasso (colporrafia, sospensione apicale)
  • =Procedure ricostruttive funzionali
La durata dell’intervento è generalmente di 60-120 minuti, variabile in funzione della complessità.

Vantaggi e indicazioni

L’isterectomia vaginale consente:

  • =Risoluzione definitiva della patologia uterina
  • =Assenza di cicatrici addominali
  • =Minore dolore post-operatorio rispetto agli approcci addominali
  • =Ridotta perdita ematica
  • =Ridotta durata della degenza ospedaliera
  • =Rapido recupero funzionale
  • =Minor rischio di complicanze chirurgiche maggiori

Possibili complicanze

L’intervento è generalmente sicuro, ma non privo di rischi.

Complicanze intraoperatorie e immediate

  • =Sanguinamento
  • =Infezioni (urinarie, vaginali, pelviche)
  • =Lesioni di vescica, ureteri o intestino (rare)
  • =Ematoma della cupola vaginale
  • =Ritenzione urinaria transitoria

Complicanze post-operatorie

  • =Infezioni
  • =Tromboembolie
  • =Fistole o deiscenze anastomotiche
  • =Linfocisti e linfedema
  • =Ritardo nel recupero funzionale

Complicanze tardive

  • =Infezione o deiscenza della cupola vaginale
  • =Dolore pelvico persistente
  • =Prolasso della cupola vaginale
  • =Disfunzioni urinarie o sessuali
  • =Aderenze pelviche (rare con via vaginale)
Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Nei giorni successivi possono verificarsi:

  • dolore pelvico lieve-moderato controllabile con analgesici;
  • perdite ematiche vaginali modeste per alcuni giorni o settimane;
  • senso di stanchezza transitorio;
  • difficoltà minzionale temporanea.
Quando contattare il medico
  • febbre;
  • sanguinamento abbondante;
  •  dolore intenso o progressivo;
  • perdite maleodoranti;
  • difficoltà urinarie persistenti.
Quando è possibile riprendere le attività
  • attività quotidiane: progressivamente già nei primi giorni
  • attività lavorativa: generalmente dopo 2-4 settimane, in base al tipo di lavoro
  • rapporti sessuali, tamponi vaginali, bagni: da evitare per circa 6-8 settimane.
  • attività sportiva intensa e sollevamento pesi: dopo 6-8 settimane.
Fertilità e funzione ovarica

L’isterectomia comporta la perdita definitiva della capacità riproduttiva.
Se le ovaie vengono conservate, la funzione ormonale generalmente si mantiene, anche se in alcune donne può verificarsi una menopausa leggermente anticipata.

Follow-up e terapie successive

Il follow-up comprende:

  • visita di controllo a 30-40 giorni;
  • valutazione clinica della cicatrizzazione vaginale;
  • monitoraggio di eventuali disturbi urinari, intestinali o sessuali;
  • ulteriori controlli in base alla patologia di base.