CHIRURGIA LAPAROSCOPICA PER PATOLOGIA BENIGNA

Laparoscopia per il trattamento dell’endometriosi minima-lieve

La laparoscopia rappresenta la metodica di riferimento per la diagnosi e il trattamento dell’endometriosi in stadio minimo-lieve.
In queste forme iniziali della malattia, le lesioni sono generalmente superficiali, localizzate prevalentemente a livello del peritoneo pelvico, delle fossette ovariche, dei legamenti uterini o della superficie ovarica, senza coinvolgimento profondo degli organi.
Nonostante l’estensione limitata, l’endometriosi minima-lieve può essere associata a dolore pelvico, dismenorrea, dispareunia superficiale, disturbi pelvici ciclici e, in alcune pazienti, infertilità.

L’obiettivo dell’intervento è confermare la diagnosi, rimuovere o inattivare le lesioni visibili, migliorare la sintomatologia e ottimizzare l’ambiente pelvico, preservando al massimo i tessuti sani.

In cosa consiste l’intervento

L’intervento viene eseguito in anestesia generale mediante laparoscopia, attraverso piccoli accessi addominali (di norma 2-3 incisioni di 5-10 mm).

Durante la procedura il chirurgo:

  • =Esplora accuratamente la cavità pelvica e addominale
  • =Identifica le lesioni endometriosiche superficiali (puntiformi, a placche, iperpigmentate o fibrotiche)
  • =Tratta le lesioni mediante escissione chirurgica o ablazione, in base alla sede e alle caratteristiche
  • =Libera eventuali sottili aderenze peritoneali
  • =Preserva la funzione ovarica e la normale anatomia pelvica
L’intervento ha generalmente durata breve e il ricovero è spesso in regime di day-surgery o con una sola notte di degenza.

Vantaggi e indicazioni

Il trattamento laparoscopico dell’endometriosi minima-lieve può determinare:

  • =Riduzione del dolore mestruale e pelvico
  • =Miglioramento della qualità di vita
  • =Possibile incremento delle probabilità di concepimento spontaneo in pazienti selezionate
  • =Conferma istologica della diagnosi di endometriosi
  • =Riduzione della progressione della malattia nel breve-medio termine

Possibili complicanze

Il rischio di complicanze è generalmente basso.

Complicanze intraoperatorie

  • =Sanguinamento minimo, raramente clinicamente significativo
  • =Lesioni accidentali di strutture adiacenti, evenienza rara
  • =Reazioni all’anestesia generale

Complicanze post-operatorie

  • =Dolore addominale o alle spalle transitorio
  • =Infezioni (rare)
  • =Formazione di aderenze (rischio basso)
  • =Persistenza o ricomparsa dei sintomi, legata alla natura cronica della patologia
Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Nei giorni successivi sono possibili:

  • lieve dolore addominale o pelvico;
  • modeste perdite vaginali;
  • gonfiore addominale;
  • stanchezza.

La sintomatologia tende a risolversi rapidamente.

Quando è possibile riprendere le attività
  • Attività quotidiane leggere: dopo 1-2 giorni
  • Attività lavorativa: dopo 3-5 giorni
  • Attività fisica moderata: dopo 1-2 settimane
  • Rapporti sessuali: dopo circa 2 settimane
  • Bagni, piscina: da evitare per 30 giorni.
Quando è necessario contattare il medico
  • febbre;
  • dolore intenso o ingravescente;
  • sanguinamento anomalo;
  • secrezioni dalle ferite;
  • disturbi urinari o intestinali persistenti.